Saló, probabilmente giá castrum romano chiamata Salodium o Salonum, possedeva un porto, oggi interrato all’epoca circondato da una necropoli che oggi si trova nelle frazioni di Villa e Barbarano. Nel XII secolo Saló fu soggetta a Brescia e in quell’epoca fu munita di baluardi, ma ottenne la sua importanza solo quando i comuni della riviera bresciana si unirono per difendersi dai Visconti e dai Della Scala.
Nel 1377 grazie alla regina Beatrice, Salò venne eletta per la prima volta a capoluogo e nel 1473, dopo che anche la Repubblica Serenissima di Venezia aveva peso il dominio su tutta la riviera, lo divenne in modo permanente ed fu sede del provveditore di Venezia che aveva il compito di sovrintendere alla sicurezza della riviera ed era competente per gli affari penali e militari.
Saló raggiunse il suo massimo splendore nel XVI secolo quando il centro era abitato da oltre 5.000 abitanti e nelle sue vie si potevano trovare numerose botteghe di commercianti ed artigiani, cartiere e tipografie. All’epoca era infatti sede dell’animatissimo mercato del giovedì, ed oltre ad essere centro commerciale era anche sede artistica e culturale.
Tra il 1703 e il 1794 venne occupata dapprima dalle truppe francesi e poi d quelle tedesche che causarono innumerevoli danni alla cittadina e soprattutto alla sua fortificazione. Il terremoto del 1901 provocò il quasi totale crollo del vecchio lungo lago, oggi ricostruito piú ampio ed abbellito da alberi e fiori.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Saló fu sede del Governo di Mussolini noto come la Repubblica di Saló. Dal punto di vista artistico, Saló puó vantare il duomo piú grandioso di tutto il Lago di Garda, realizzato nel 1453 su progetto di Filippo delle Vacche di Caravaggio è caratterizzato dalla sua facciata incompiuta e dal portale di Antonio della Porta e Gaspare da Cairano che sembra ricordale il portale della Certosa di Pavia.
Al suo interno è possibile ammirare oltre il crocifisso il legno realizzato nel 1475 da Giovanni da Ulma che pende dall’arco del presbiterio, anche il grandioso portico in legno sull’altare maggiore realizzato da Bartolomeo di Isola Novarese e da Pietro Bussolo, la Madonna con il Bambino di Michele da Firenze, molte pitture di Zenon Veronese, pitture di maestri risalenti al XVI e al XVII secolo e le alette dell’organo del XVI secolo.

